Lockheed C-130 Hercules

Aereo da trasporto tattico militare quadrimotore turboelica, utilizzato prevalentemente per trasporto o aviolancio di truppe e materiali, in forza all’USAF e ad altre cinquanta aeronautiche militari, fra cui quella italiana. Sono circa 40 i modelli e le versioni del C-130, tra cui, oltre a quella per il trasporto, quella antincendio (dotata di cisterna per lo stivaggio del liquido ritardante e di ugelli posteriori per il lancio dello stesso), quella da attacco al suolo (l’AC-130, detto cannoniera volante), oltre a velivoli appositamente modificati per il rifornimento in volo, per la guerra elettronica, per il controllo di droni, per la ricerca di uragani, per le missioni speciali; esiste anche una versione equipaggiata con pattini per l’utilizzo sul ghiaccio. Gli esemplari costruiti al 2006 sono stati di 2.262! Il primo volo del prototipo YC-130 si tenne il 23 agosto 1954 a Burbank, California. Il velivolo, con matricola 53-3397, fu il secondo prototipo ma il primo dei due a volare. L’YC-130 fu pilotato da Stanley Betz e Roy Wimmer in un volo da 61 minuti terminato all’Edwards Air Force Base. Il progetto YC-130 della Lockheed ottenne subito l’appoggio dell’USAF grazie alle caratteristiche intrinseche del progetto: la grande differenza rispetto agli altri aerei da trasporto dell’epoca stava infatti nella coda rialzata con la rampa di carico posteriore, ala alta e quattro motori a turboelica. L’Hercules detiene il record del più grande e più pesante aereo ad essere atterrato su di una portaerei. Nell’ottobre e nel novembre 1963, un KC-130F dei Marines (BuNo 149798), assegnato allo US Naval Air Test Center, effettuò 29 manovre di touch and go, 21 appontaggi senza cavi d’arresto e 21 decolli senza catapulta sulla USS Forrestal.
Si calcola che sono stati persi circa 288 C-130, per un totale di 3 406 morti.
Gli ultimi incidenti mortali dell’ Hercules sono:
1) il 23 novembre 2009 un KC-130J (matricola MM62176) dell’Aeronautica Militare Italiana si è schiantato dopo il decollo a Le Rene, presso Pisa, causando 5 morti;
2) nell’incidente del 29 ottobre 2009 un HC-130H (matricola 1705) della US Coast Guard presso San Clemente, negli Stati Uniti hanno perso la vita 7 persone;
3) l’11 giugno 2006 l’incidente di un C-130H (matricola TT-PAF) dell’aeronautica militare del Ciad ha causato 5 morti all’aeroporto di Abéché;
4) il 6 dicembre 2005 un C-130E (matricola 5-8519) iraniano ha causato la morte di 106 persone a Teheran;
5) il 31 marzo 2005 un MC-130H dell’USAF (matricola 87-0127) ha causato 9 morti a Rovie, in Albania.

L’incidente più grave è stato quello avvenuto il 26 settembre 1992 ad un C-130H (matricola NAF911) dell’aviazione militare nigeriana a Lagos, nel quale sono morte 158 persone.
Uno dei più discussi in Italia è stato l’incidente del Monte Serra.

C130 per il Pattugliamento Marino

C130 dell’aeronautica degli Stati Uniti

C130 Guardia Costiera

C130 Aeronautica Greca

C130 e truppe aviotrasportate

C130 in azione

C130 dell’aeronautica Egiziana

C130 e L’Italia:
Quadriturbina da trasporto idoneo anche a missioni di aviolancio di paracadutisti e materiali, il C-130J Hercules II è in servizio dal 2000 nella versione standard e “allungata” (C-130J-30).
Impiegato dalla 46a Brigata Aerea di Pisa, questo velivolo costituisce oggi l’ossatura della componente da trasporto dell’Aeronautica Militare.
Il ruolo del trasporto aereo, sempre vitale, è cresciuto negli ultimi anni in modo esponenziale per i mutati compiti delle Forze Armate del nostro Paese che hanno visto nell’impiego fuori dai confini nazionali la naturale proiezione della loro missione al servizio della difesa e della sicurezza e a protezione dei valori di progresso civile e di libera circolazione delle idee e degli individui, valori che una Nazione democratica e pacifica come l’Italia è costantemente impegnata a tutelare. Il C-130J è un vettore versatile con il quale giunge ovunque nel mondo il segno dell’impegno dell’Italia, sia nel settore della sicurezza sia nel campo della solidarietà.
Il maggiore impegno quotidiano dei C-130J Hercules rimane comunque la rete di collegamenti aerei che fa da trait d’union con i teatri operativi “fuori area” più importanti, in presenza di minaccia e di notte, effettuando spesso atterraggi e decolli d’assalto da piste semipreparate e di ridotte dimensioni, anche al massimo delle sue prestazioni.
La disponibilità di un vettore come il C-130J ha consentito anche di acquisire speciali equipaggiamenti, di grande utilità non solo per la compagine militare. È il caso della speciale barella (ATI, Aircraft Transport Isolator) che consente il trasporto in sicurezza per via aerea di pazienti biocontaminati in vista del loro successivo ricovero presso strutture ospedaliere specializzate.

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