Cielo Nero – Misterioso volo sull’Urss

Di recente ho letto un articolo che trattava sul caso del volo di Gary Powers sull’Urss, mi ha subito colpito e affascinato e sono qui a proporvelo.
Erana le ore 06:26 del 1° Maggio 1960 quando un elegante “aliante” nero a reazione nominato Radio Puppy 68 si stacca rapidamente dalla pista di Badaber in Pakistan arrampicandosi veloce nel cielo azzurro. Il piano del volo segreto indicato nella mappa del pilota si sviluppa fino a Bodo in Norvegia per 6060km dei quali ben 4676km sul territorio dell’Unione Sovietica alla quota stratosferica di 22.000 metri, dove il cielo nero comincia a diventare “spazio”. Il velivolo non ha nessun disegno identificativo, nessuna bandiera e nessun dipinto, si tratta di un Lockeed U2. La missione consiste nel controllare lo sviluppo dei poligoni missilistici di Tyuratam e di Kapustin Jar per poi fare rotta verso il grande complesso industriale e militare di Sverdlovsk, sede costruttiva di buona parte del materiale corrazzato Sovietico e proseguire ancora verso nord ovest sulla verticale di Murmansk, base artica dell’arsenale atomico sottomarino della flotta del nord. Il pilota Powers una volta sorvolata l’imponente catena dell’Himalaya e le vette del massiccio del Karakorum si ritrova ad oltrepassare il confine Afghano per poi dirigersi nella sterminata terra nemica. Ci siamo, il pilota è sul primo obbiettivo e attiva la fotocamera dotata di un obbiettivo con una lunghezza focale effettiva di 944mm capace di riprendere una porzione di territorio dell’ampiezza di 160-200km alla risoluzione media che riesce a focalizzare un essere umano! Nella mappa sono contrasssegnati in blu i punti che possono essere deviati mentre in rosso i punti inderogabili degli obbiettivi di sorvolo. L’aereo sembra galleggiare e a quell’altitudine il pilota espira a fatica… Superato il lago Aral il velivolo vira di pochi gradi a nord diretto al versante siberiano dei monti Urali. I sovietici avevano saputo da qualche informatore del sorvolo dell’aereo ma i tentativi di intercettare il velivolo da parte dei caccia sovietici fallirono a causa dell’estrema altitudine operativa dell’U-2, ma uno dei 14 missili terra-aria SA-2 Guideline lanciati contro l’aeroplano, riuscì ad arrivare abbastanza vicino (ancora non è chiaro se l’U-2 di Powers sia stato colpito direttamente o se il missile, esplodendogli a qualche metro dalla coda, lo abbia danneggiato). L’aereo comincia a perdere quota incontrollabilmente. Le disposizioni di missione impongono al pilota, in caso di abbattimento dell’aereo di armare il dispositivo di auto-distruzione che si trova sul cruscotto principale. Infatti questa leva era collegata ad un chilogrammo di T4, esplosivo potentissimo. Il pilota disse in seguito di non essere riuscito a raggiungere la leva per colpa della forza centrifuga,dovuta alla perdita di controllo dell’aereo in avvitamento. Powers raggiunta quota 9000 metri riesce con qualche difficoltà ad abbandonare l’aereo e atterrò nei pressi della città di Degtyarsk dove fu raggiunto da tre civili che lo disarmarono e lo catturarono per poi portarlo alla sede del Soviet cittadino consegnandolo nelle mani della Polizia locale. Dopo un breve interrogatorio e un particolareggiato inventario dell’equipaggiamento il misterioso pilota viene condotto sotto scorta armata alla sede del KGB a Mosca.
Quattro giorni dopo la scomparsa di Powers, la NASA emise un comunicato stampa molto dettagliato, nel quale indicava che un aereo era “andato disperso” a nord della Turchia. Il comunicato stampa speculò che il pilota poteva aver perso conoscenza mentre il pilota automatico era ancora inserito, e sostenne addirittura che “il pilota aveva riportato sulle frequenze di emergenza, che stava sperimentando problemi con l’ossigeno”. Per supportare la tesi, un U-2 venne rapidamente dipinto con i colori della NASA e mostrato ai media. Dopo aver udito ciò, il premier sovietico Nikita Chruščёv annunciò al Soviet Supremo (e quindi al mondo), che un “aereo-spia” era stato abbattuto, al che gli USA emisero una dichiarazione, sostenendo che si trattava di un “aereo per la ricerca meteorologica” che aveva sconfinato nello spazio aereo sovietico dopo che il pilota aveva avuto “difficoltà con la riserva di ossigeno”, mentre volava sulla Turchia. La Casa Bianca, supponendo che Powers fosse morto, riconobbe che poteva trattarsi dello stesso aereo, ma continuò a proclamare che “non c’era stato alcun tentativo deliberato di violare lo spazio aereo sovietico, né allora né in precedenza”, e tentò di continuare la messinscena, tenendo a terra tutti gli U-2 per controllare “problemi all’impianto dell’ossigeno”.
Il 7 maggio, Chruščёv sganciò la “bomba”: Devo rivelarvi un segreto… Quando feci il mio primo rapporto tralasciai deliberatamente di dire che il pilota era vivo e vegeto… e adesso guardate quante sciocchezze (gli americani) hanno detto.
Non solo Powers era vivo, ma il suo aeroplano era essenzialmente intatto. I sovietici riuscirono a recuperare la fotocamera da ricognizione e svilupparono persino le foto. La dotazione di emergenza di Powers che venne recuperata comprendeva 7500 rubli, dei gioielli, una pistola con il silenzaitore, un kit di sopravvivenza e un particolare dollaro d’argento che custodiva un ago intriso del potentissimo veleno saxitossina (che provoca la morte istantanea), ovviamente l’ago serviva per uccidersi in caso di cattura. Secondo l’articolo due del Cpp il pilota rischia la pena di morte ma Powers venne condannato, in base all’articolo “sulla responsabilità penale per crimini contro lo stato” il 19 agosto, a 10 anni di “privazione della libertà” di cui i primi tre da scontare in carcere e i restanti presso una fabbrica per i lavori forzati. Tuttavia all’alba del 10 febbraio 1962 sul ponte Glienicker che divide il settore Sovietico da quello Americano a Berlino Powers viene scambiato con una spia Sovietica catturata nel suolo Americano, Rudolf Ivanovich Abel. Powers fu accolto in patria con molta freddezza, lavorò in seguito alla Nasa come collaudatore. ha perso la vita il 1° agosto 1979 mentre era ai comandi di un elicottero che svolgeva un reportage per la KNBC. L’ultima cosa saputa sul caso è stata che nel lancio dei missili SAM Sovietici per intercettare l’U2 perse la vita il tenente Sergei Safronov che stava pilotando un Mig-19.
Finito questo discorso e dopo aver raccontato questa storia vorrei dire che ci sono alcune riflessioni da fare: Poco prima del volo di Power fu sostituita la fotocamera da ricognizione dell’aereo che normalmente veniva istallata per missioni di spionaggio e fu sostituita con una fotocamera standard dell’USAF. Inoltre quando il pilot fu vestito della tuta di volo speciale per la missione, tale indumento non aveva nessuna tasca e quando il relitto dell’aereo caduto fu ispezionato venne ritrovato nell’alloggiamento del seggiolino ogni genere di documento identificativo, dalla patente al tessserino dell’USAF e anche tessera di previdenza sociale…furono trovate anche varie banconote di diverse nazionalità, 48 monete d’oro e 3 orologi, il tutto in palese contraddizione con ogni minima accortezza normalmente attribuita ad una missione segreta. In più, le specifiche riservate del Lockheed U2 attribuivano la massima quota operativa a 28.000 metri mentre il raggio d’azione massimo dei missili Sovietici lanciati era di poco più di 20.000 metri. Tutte cose che potrebbero far riflettere su questo caso “misterioso” sui cieli dell’Unione Sovietica.

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