Eurofighter EF-2000 Typhoon

L’Eurofighter Typhoon, il cui prototipo era designato EFA (European Fighter Aircraft), è un velivolo multiruolo (Swing Role) con ruolo primario di caccia da superiorità aerea e intercettore, caccia di quarta generazione e mezza, bimotore a getto con ala a delta ed alette canard. È stato progettato e costruito da un consorzio di nazioni europee, costituitosi nel 1983, comprendente anche l’Italia. I primi velivoli di questo tipo sono entrati in servizio, nell’Aeronautica Militare, presso la base aerea di Grosseto, tra le file del 4º Stormo caccia, solo il 20 febbraio 2004. Il Typhoon adotta una configurazione aerodinamica con ala a delta e alette canard a calettamento regolabile, simile a quella di numerosi altri caccia sviluppati di recente come il Rafale francese o il Gripen svedese. Questa configurazione esalta l’instabilità longitudinale a velocità subsonica e, grazie a un sistema di controllo digitale fly-by-wire della stabilità, garantisce elevata maneggevolezza nel combattimento manovrato a distanza ravvicinata. L’ottima combinazione di agilità e avionica, quest’ultima essendo in grado di garantirgli capacità di EW (Electronic Warfare) lo rendono uno dei più efficienti velivoli correntemente in servizio. Presenta una RCS frontale pari a 0,5 metri quadrati, dunque viene considerato semi-stealth. La produzione dell’aereo iniziò nel 2001 per un totale previsto di 621 unità così ripartite: 232 per la Gran Bretagna, 180 per la Germania, 121 per l’Italia e 87 per la Spagna; l’entrata in servizio nelle forze aeree delle quattro le nazioni del consorzio avvenne nel 2004. Nel 2007 è iniziata la consegna di 15 velivoli ordinati dall’Austria ed è stato concluso un accordo per la fornitura di 72 unità all’Arabia Saudita. Il Typhoon ha un’agilità eccezionale: la sua instabilità è pari a quella del dimostratore iper-manovrabile Grumman X-29, ed è gestita da un sistema di controllo digitale a quattro canali.
La maneggevolezza, in termini di ITR e STR (rispettivamente il rateo di virata massima istantaneo e sostenuto) è uguale o migliore a quella dell’F-22 a velocità subsonica, ed è inferiore al solo F-22 in velocità supersonica.
Il velivolo ha dimostrato di essere in grado di volare ad angoli di attacchi (AOA) superiori ai 35 gradi e di “tirare” fino a 9 G, nonché di avere una certa capacità di volo in supercrociera ad alta quota.
Purtroppo queste prestazioni sono parzialmente degradate dalla necessità di trasportare esternamente i missili aria-aria e gli altri carichi bellici.
La suite avionica è eccellente, il radar multimodale ECR-90 ha dimostrato ottime qualità ed è in grado di vedere un caccia a oltre 160 km e di inseguire fino a 20 bersagli contemporaneamente, con una elevata resistenza alle contromisure elettroniche (il sistema dispone di un canale dedicato a ricevere, riconoscere ed escludere le sorgenti ECM) e capacità NCTR (identificazione di un bersaglio non cooperativo); il sistema PIRATE ha la capacità di vedere e inseguire fino a 200 bersagli a distanze che possono arrivare anche a 150 km (anche se quelle tipiche operative sono intorno ai 70 km) ed è abbinato con un casco HMS; il sistema di protezione elettronica DASS comprende ricevitori ESM ed RWR, emettitori di ECM, lanciatori di chaff e flares e decoy spendibili che possono essere filati dalle wingtip fino a 100 metri dietro l’aereo.
Purtroppo sono una parte di tutte queste capacità è stata integrata, in quanto solo con la Tranche 3 il velivolo acquisirà tutte le funzioni previste.
Anche il sistema d’arma è particolarmente sofisticato. I primi esemplari sono giunti senza cannone e senza capacità aria-aria, ma nel corso della produzione, in particolare della Tranche 2, i caccia hanno integrato il cannone ed una capacità preliminare di utilizzare missili aria-aria classe AMRAAM, Sidewinder e ASRAAM. Nel tempo è prevista l’integrazione di piene capacità di armamento, ed in particolare dei missili aria-aria Meteor e Iris-T, nonché di svariati tipi di armi aria-terra, come i missili Storm Shadow, gli antiradar ALARM, bombe a guida laser con relativo pod di illuminazione, missili antinave Penguin e Harpoon, missili anticarro Brimstone e bombe a guida GPS.
Il cannone interno è il collaudato Mauser BK27, potente e affidabile (di cui la RAF, per un certo periodo, aveva deciso di fare a meno per conseguire risparmi irrisori, per poi ritornare sulla propria decisione).
La supremazia aerea degli Eurofighter, e la versatilità, come velivoli da combattimento multi-ruolo, sono rimarcate dalla vasta portata e dalla elevata potenza delle capacità di attacco al suolo:

Interdizione aerea – in grado di scaricare un grosso carico su lunghe distanze, durante il giorno o la notte. Numerosi sensori flessibili e accoppiati a sistemi di consegna passivi, e il mantenimento di un completo carico aria-aria che ne fanno un formidabile sistema d’arma.

Supporto aereo ravvicinato – capacità di restare in azione per lungo tempo. La suite di sensori sofisticati consente lo stretto coordinamento con i comandi a terra, e l’identificazione di bersagli individuali.

Soppressione di difese aeree nemiche (SEAD) – la combinazione tra precisa navigazione da punto a punto, sensori di bordo molto sofisticati, e armi dedicate del tipo spara e dimentica, assicurano l’efficacia nella soppressione delle difese aeree nemiche.

Attacco marittimo - modalità radar dedicate e datalink consentono all’Eurofighter Typhoon di operare in modo autonomo, o come parte di forze offensive.

Inizialmente i membri del consorzio internazionale che avrebbe portato al Typhoon erano Inghilterra, Francia, Germania, Italia e Spagna. Nel 1985 la Francia, avendo esigenze differenti, ne uscì per sviluppare in proprio il progetto ACX (Avion de Combat Expérimental) che diverrà poi il Rafale.
Ad oggi i paesi utilizzatori sono: Italia, Germania, Spagna, Gran Bretagna, Austria, Arabia Saudita. Sono interessati al progetto Grecia, Bulgaria, India, Cile, Danimarca, Pakistan, Romania, Oman, Svizzera, turchia e Giappone.

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